Parracine – muri costruiti con la pietra del luogo
I tradizionali muri a secco, spesso chiamati parracine, utilizzano pietre locali senza una muratura continua in malta. Sostengono i terrazzamenti, suddividono i versanti e accompagnano vigneti e sentieri. Forma, colore e composizione delle pietre riflettono direttamente il substrato geologico.
I terrazzamenti formano un sistema
Muri, scale, rampe e sentieri stretti non sono elementi isolati. Insieme costituiscono un sistema storico che rende accessibili e coltivabili versanti ripidi. Quando l’uso agricolo viene abbandonato cambiano anche il percorso, la vegetazione e la percezione del paesaggio.
Viticoltura come lavoro sul paesaggio
Viti, vendemmia, piccoli locali di conservazione e terrazzamenti fanno parte di un paesaggio di lavoro. Camminare tra i vigneti significa osservare insieme suolo, roccia, esposizione, muri, sentieri e pratiche agricole. Il substrato vulcanico è una componente del sito, non l’unica spiegazione della qualità o del carattere del vino.
Capre, animali da soma e antichi collegamenti
Greggi di capre e immagini con animali da soma ricordano che molti sentieri non nacquero per il tempo libero. Collegavano campi, pascoli, cantine, borghi e coste. L’escursionismo moderno percorre quindi anche infrastrutture di un’economia rurale più antica.
Spazi scavati nella roccia
A Ischia cantine, ricoveri, ambienti rurali e altre strutture sono stati in parte ricavati direttamente nel tufo e in altre rocce vulcaniche facilmente lavorabili. Sono esempi molto chiari dell’incontro tra geologia e paesaggio culturale.
Vegetazione mediterranea e cambiamento d’uso
Macchia, ginestre, castagni, vigneti, frutteti e terrazze rinaturalizzate si alternano in poco spazio. La vegetazione racconta quindi anche l’uso, l’abbandono e la ricolonizzazione del territorio.